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FILTRAZIONE
DELL'ARIA NEGLI IMPIANTI DI VERNICIATURA
Siamo lieti di fornire, qui di
seguito, alcuni cenni riguardanti i principali sistemi di
filtrazione impiegati nel settore verniciatura.
Desideriamo comunque precisare che quanto di seguito
esposto, non vuole in alcun modo essere un trattato esaustivo,
ma una guida pratica da fornire a chi intende iniziare ad
operare in questo settore.
Per chi volesse approfondire l’argomento della filtrazione
dell’aria, consigliamo la lettura di testi specifici.
Cosa significa filtrare?
Far passare un fluido attraverso un setto poroso capace di
trattenere tutte o parte delle particelle solide in esso
contenute.
Alcuni meccanismi di filtrazione:
| EFFETTO
SETACCIO |
Le particelle con diametro
maggiore della distanza tra le fibre vengono catturate
come in un setaccio. È efficace con
particelle grossolane o fibre. |
| EFFETTO
INERZIALE |
Il flusso d'aria in
prossimità delle fibre tende a deviare e contornare le
fibre stesse. Le particelle presenti nel flusso
procedono invece lungo la traiettoria e per inerzia
vanno a collidere con le fibre del filtro. È molto efficace con alte velocità
dell'aria e particelle con diametro e peso
elevati. |
| EFFETTO
INTERCETTAZIONE |
Il flusso dell'aria in
prossimità delle fibre del filtro tende a seguirne il
contorno trascinando le particelle più fini e leggere.
Se la traiettoria passa ad una distanza dalla fibra
inferiore al raggio delle particelle, esse si fisseranno
per l'azione di correnti elettrostatiche. Perchè questo
meccanismo sia efficace è richiesto un numero elevato di
fibre con diametro del medesimo ordine di grandezza
delle particelle da intercettare. È il meccanismo con cui lavorano i nostri
media filtranti per cielo
cabina. |
Dobbiamo, innanzitutto, distinguere tra vernici liquide
e vernici a polveri.
IMPIANTI DI VERNICIATURA A VERNICI
LIQUIDE
L’applicazione di queste vernici avviene normalmente
mediante l’utilizzo di pistole a spruzzo in impianti che
sommariamente distinguiamo tra:
- cabine pressurizzate - cabine a velo d’acqua -
cabine a secco.
CABINE PRESSURIZZATE
Le cabine pressurizzate consentono di lavorare in un
ambiente “ FUORI POLVERE” e per tale motivo sono soprattutto
presenti nel settore dell’autocarrozzeria. Diciamo soprattutto in quanto trovano impiego
anche nel settore industriale poiché rappresentano una struttura a sè stante che ben delimita il reparto
verniciatura. L’operatore lavora in ottime condizioni
igieniche e di comfort. Schematicamente (vedere disegno
allegato) tutte le cabine pressurizzate hanno tre stadi di
filtrazione:
FILTRI DI PREFILTRAZIONE
L’aria aspirata dal gruppo termoventilante, prima d’essere
immessa in cabina, viene filtrata dalle impurità grossolane mediante filtri a
bassa efficienza in classe (CEN EN 779) G3 (PF1/A-150 -
PF3-150 per esempio) o G4 (PF1/A-200 - PF3-200). Questi filtri sono normalmente costituiti da medie
filtranti sintetiche, fibre di
poliestere e possono essere: -
semplici pannelli alloggiati in telai o, come nel caso di un
importante produttore, semplicemente sovrapposti ai filtri del
cielo cabina dei quali parleremo tra poco; - celle filtranti con telaio metallico e
setto filtrante piano oppure ondulato. Il setto ondulato, a
parità di dimensioni frontali, ha una
superficie filtrante doppia se lo spessore è di 48 mm e tripla se lo spessore è di 98 mm. Per tale motivo consigliamo sempre
l’utilizzo della versione ondulata in quanto una maggiore
superficie filtrante assicura minori perdite di carico, maggiore capacità di
accumulo e quindi maggior durata del filtro. - tasche
filtranti che possono avere o meno il telaio in base al tipo
d’impianto. La loro grande superficie filtrante, le rende il
miglior sistema di prefiltrazione.
IMPORTANTE: Certi costruttori di cabine, impiegano i filtri
a tasche anche in fase d’espulsione dell’aria; in tal caso
essendo le stesse sottoposte ad una forte azione meccanica, si
deve utilizzare per la loro costruzione una particolare media
filtrante rinforzata da una rete di contenimento. È pertanto indispensabile, in fase di
ordinazione, specificare se le tasche sono destinate
all’aspirazione oppure
all’espulsione.
La sistematica manutenzione dei prefiltri (soffiatura con
aria compressa o scuotimento manuale) allunga la durata dei
filtri cielo cabina che hanno un
costo sensibilmente maggiore!
Le nostre medie filtranti sono del
tipo progressivo il che significa che l’aria deve sempre
entrare dal lato con struttura più
aperta. Nel caso di medie colorate in bianco-azzurro, L’ARIA
DEVE ENTRARE DAL LATO AZZURRO. Orientare in modo errato il
filtro, significa ridurne drasticamente la durata.
FILTRI CIELO CABINA
L’aria aspirata dal gruppo termoventilante, dopo esser
stata pre-filtrata, viene immessa in un
polmone o plenum posto sopra la cabina; la funzione di questo
polmone d’espansione è quella di
rallentare la velocità dell’aria e di
distribuirla in modo ottimale prima d’immetterla in cabina
attraverso i filtri del cielo.
UNA BASSA VELOCITÀ
DI PASSAGGIO DELL'ARIA, PERMETTE AL FILTRO DI LAVORARE
IN MODO OTTIMALE.
Per la costruzione di questi filtri(i
tipi più noti sono i nostri F
MICRO 600 - V600MR - V500MR) si
utilizza sempre una media filtrante
sintetica progressiva in fibra di
poliestere, con efficienza media in classe (CEN
EN779) F5. Queste medie filtranti, pur appartenendo
tutte alla medesima classe di efficienza,
differiscono tra loro per alcune altre
caratteristiche quali: peso, capacità di accumulo polvere, grado di
separazione media, perdite di
carico. Tali differenze sono ricavabili dalle schede
tecniche che accompagnano tutti i nostri prodotti. Per
alcuni prodotti esistono anche certificati che, essendo
redatti da Enti Certificatori Esterni, (MPA - B.I.A. ed altri)
garantiscono che quanto riportato nella scheda tecnica è veritiero. Le nostre medie
filtranti per cabine di verniciatura, sono tutte
certificate. Per la scelta del filtro
da proporre al Cliente, consigliamo, come sempre, di dare il
tipo con caratteristiche tecniche simili
a quello montato in prima fornitura.
In linea di massima, comunque, vale la regola che
in cabine vecchie con ridotta portata d’aria, è
da consigliare un filtro con bassa grammatura per metro
quadrato.
Solitamente i filtri cielo cabina hanno una sigla
stampigliata sul lato uscita aria e qualora queste sigle siano
identificative di un costruttore conosciuto, il nostro Ufficio
Vendite potrà consigliare il tipo più adeguato da
proporre al Cliente. In mancanza di questo dato si dovrà esaminarne la scheda tecnica. I filtri
cielo cabina sono solitamente costituiti da pannelli
alloggiati in telai metallici. Ogni costruttore ha
dimensioni diverse in base al modello ed alle dimensioni
dell’impianto e pertanto si raccomanda la massima precisione
nell’ordinazione.
In alcuni impianti i filtri devono essere pizzicati tra
telaio e contro telaio e pertanto le loro
dimensioni dovranno essere maggiorate rispetto a
quelle del telaio visibile in cabina.
NEL FARE LE VOSTRE ORDINAZIONI
CONSULTATE LA NOSTRA TABELLA DELLE DIMENSIONI.
CONSIGLIAMO DI VERIFICARE, SEMPRE, SE LE DIMENSIONI
RIPORTATE IN QUESTA NOSTRA TABELLA, COINCIDONO CON QUELLE
MISURATE PRESSO L’IMPIANTO.
FILTRI DI SCARICO O DI
ESPULSIONE
L’aria nel suo movimento dall’alto verso il basso, porta
con sè i pigmenti di vernice che non
hanno aderito al pezzo da verniciare. Queste particelle
costituiscono quello che comunemente viene definito come
OVER SPRAY. I filtri di scarico hanno
il compito di fermare la maggior quantità
possibile di over spray che altrimenti
andrebbe ad inquinare l’atmosfera e ad intasare
progressivamente le canalizzazioni di scarico con grave
pericolo d’incendio.
I più comuni filtri “ARRESTA VERNICE”
sono:
1) FIBRA LUNGA DI VETRO (PAINT STOP)
È, per il momento, il tipo più diffuso ed in particolare quello con spessore
50-60 mm con colorazione bianca-verde ove il lato verde indica
l’ingresso dell’aria. La nostra azienda offre ai propri
Clienti la possibilità di scegliere tra
tre diverse grammature (FS1L - FS1 - FS2) anche se il più richiesto per il rapporto prezzo/qualità rimane da molti anni il tipo FS1. Per
particolari impieghi (vedere “CABINE A VELO D’ACQUA) può essere impiegato il tipo FS4 che ha spessore
di 100 mm (4 pollici).
2) FILTRO MULTISTRATO IN CARTA
ALVEOLARE (PAINT-ARRESTOR)
È formato da più
strati sovrapposti di carta alveolare con
maglie ad apertura decrescente e funziona
secondo il principio di separazione inerziale
(nostro tipo SC13GC). Desiderando una maggiore efficienza, si
può utilizzare il nostro tipo SC13AE, che sul lato uscita aria ha uno strato
di media sintetica. Viene normalmente impiegato nelle
cabine di verniciatura del tipo “ A SECCO”.
3) FILTRO INERZIALE IN CARTONE
PIEGHETTATO ANDREAE®
Come il filtro multistrato in carta, sfrutta il principio
della separazione per inerzia. È
formato da due strati di carta riciclata pieghettata con fori
alternati. Il disassamento dei fori costringe l’aria a mutare
ripetutamente direzione e quindi a depositare il particolato
in sospensione. Ha grande capacità
d’accumulo e buona efficienza e trova grande utilizzo nelle
cabine “A SECCO”. Lo possiamo trovare anche in sostituzione
della fibra lunga di vetro (paint stop)
nelle cabine pressurizzate. È un filtro
che abbiamo sempre a magazzino nella versione STANDARD BIANCO
DA MT. 0,90 X 9,24 - 240 PIEGHE.
NEL MONTAGGIO SI CONSIGLIA DI
DISPORRE 26 PIEGHE PER
METRO LINEARE.
GRUPPI DI DEPURAZIONE A CARBONI
ATTIVI
I filtri precedentemente descritti
hanno la funzione di fermare le parti solide (particolato) presenti
nell’aria. Qualora si debba procedere anche al trattenimento degli elementi volatili (S.O.V.)
presenti nel flusso d'aria, si dovranno
installare, dei gruppi di depurazione. Nel caso
di flussi contenenti basse concentrazioni, vengono impiegati
depuratori a carboni attivi.
Questi gruppi, dimensionati in base alla portata d’aria
da trattare, hanno, generalmente, due stadi di
filtrazione:
1) Filtri arresta vernice
Hanno la funzione di abbattere ulteriormente il particolato
in sospensione; ciò per evitare di
ostruire i forellini dei contenitori dei carboni attivi. I
tipi maggiormente impiegati nei depuratori sono le celle con
telaio in cartone da 500x500x48 mm
contenenti la fibra lunga di vetro ed uno strato di media
sintetica (nostro tipo AC12). Alcuni
impiantisti usano, invece, delle maniche filtranti costruite
con i medesimi materiali (nostro tipo
AC01/3). La differenza tra le due soluzioni sta solamente
nella loro ubicazione: le celle sono poste in una struttura
sottostante le cartucce con i carboni attivi mentre le maniche
vengono montate direttamente sulle cartucce.
2) Carboni attivi
Hanno la funzione di adsorbire gli elementi volatili
(S.O.V.). Sono generalmente contenuti in strutture metalliche
di lamiera stirata quali celle (nostro tipo CCCARB), cartucce cilindriche (nostro
tipo AC20/1) o cartucce con base quadrata
(nostro tipo AC20/3). In alcuni
impianti possono essere contenuti in sacchetti con chiusura
mediante “VELCRO” e realizzati con una
media filtrante tipo PF1/A -200. L’aria attraversando il
letto di carboni cede una gran parte dei S.O.V. in essa
contenuti.
I CARBONI ATTIVI SVOLGONO AL MEGLIO LA LORO FUNZIONE SE IL TEMPO DI CONTATTO È ALTO E
CIÒ SI OTTIENE CON UNA BASSA
VELOCITÀ DI ATTRAVERSAMENTO.
CABINE A VELO D’ACQUA
In queste cabine, l’abbattimento dell’ over
spray è affidato ad un velo
d’acqua, alimentato da una o più pompe di circolazione,
che scende lungo una parete posta sul fondo della
cabina. In queste cabine si possono
trovare questi filtri:
1) Filtri in poliuretano
espanso che hanno lo scopo di proteggere
la pompa di circolazione.
2) Filtri di mandata aria in fibra
sintetica. In alcune cabine è prevista una mandata d’aria che ottimizza il
flusso dell’aria. In tal caso si utilizzano delle medie
filtranti sintetiche che hanno classi di
efficienza che
vanno da G3 a F5 (CEN
EN779).
3) Sopra al velo d’acqua , in fase d’espulsione dell’aria,
si possono trovare dei cassetti contenenti paglia di legno.
Questo materiale non è più a norma e pertanto consigliamo di sostituirlo
con la fibra lunga di vetro (paint
stop). Nella grande maggioranza dei casi, i cassetti
hanno, normalmente un’altezza di 10 centimetri e pertanto
consigliamo di utilizzare il nostro tipo
FS4 che ha spessore di 100 mm;
sconsigliamo, per motivi tecnici ed
economici, di sovrapporre due strati del tipo FS1 che spessore di 60 mm.
LE CABINE A VELO D’ACQUA POSSONO
ESSERE TRASFORMATE IN CABINE A SECCO
CABINE A SECCO
Queste cabine pur avendo struttura simile a quelle a velo
d’acqua, impiegano solamente filtri del tipo “ARRESTA VERNICE”
.
QUESTE CABINE SI TROVANO PRINCIPALMENTE NELLE FALEGNAMERIE
E CARPENTERIE METALLICHE
Alcuni costruttori, impiegano più
stadi di filtrazione realizzati con materiali diversi. Per
esempio possiamo trovare: PAINT STOP +
INERZIALE IN CARTONE + MEDIA SINTETICA DI BASSA
GRAMMATURA.
Anche in queste cabine possiamo trovare, prima dell’
emissione in atmosfera, un gruppo di depurazione
con CARBONI ATTIVI.
IMPIANTI DI VERNICIATURA A VERNICI A
POLVERI
Trovano sempre maggior diffusione. I motivi di questo
successo sono legati, oltre che a motivi di resistenza e di
praticità nella loro applicazione, anche ai diminuiti prezzi degli
impianti di piccole dimensioni. Abbiamo riscontrato che molte
aziende hanno riportato al loro interno il reparto
verniciatura che avevano chiuso
affidandosi a verniciature esterne. Nelle cabine per l’applicazione
delle polveri i filtri più diffusi
sono:
FILTRI A CARTUCCIA
Questi filtri hanno grande superficie filtrante con
dimensioni d’ingombro ridotte. Sono essenzialmente
costituiti da un media filtrante fittamente pieghettato
contenuto da due fondelli metallici e supportato da una rete
interna. I tipi di media filtrante più
utilizzati sono: - cellulosa trattata (solitamente ha
colore giallo paglierino) - poliestere (solitamente ha
colore bianco) - poliestere antistatico alluminato (ha colore argento grigio
metallizzato)
NEL CASO SPECIFICO DELLE
VERNICIATURE A POLVERI È MOLTO INDICATO
IL TIPO ANTISTATICO
L’ efficienza di questi materiali è certificata dal BIA ISTITUTO PROFESSIONALE PER LA SICUREZZA SUL LAVORO
(BONN-GERMANY) I gradi di classe di
utilizzo sono: U - U,S - U,S,G - U,S,G & C.
Il test BIA viene effettuato utilizzando
i seguenti parametri: Velocità di passaggio di 0,056 m/s
- Polveri di quarzo in concentrazione 200 ±
20 mg/m³ - Granulometria variabile compresa tra 0,2 e 2
micron.
I filtri a cartuccia vengono puliti con un sistema di getti
d’aria in controlavaggio. La pressione d’esercizio deve essere di circa 5-6 atmosfere. Alcuni
produttori, per migliorare l’efficienza del getto d’aria,
montano nella parte superiore del filtro un ugello VENTURI
(nostro tipo UGVE). Altri posizionano
all’interno del filtro un sistema di pulizia rotante che
girando soffia aria attraverso una serie di microfori (nostro
tipo UGROSE).
FILTRI A MANICA
Questi filtri hanno, solitamente, una vita operativa
maggiore di quelli a cartuccia, ma a causa della loro ridotta
superficie filtrante richiedono la costruzione di
depolveratori molto ingombranti. Possono essere
confezionate con diversi tipi di tessuti tecnici. Per questa
specifica applicazione, il materiale più
utilizzato è il:
- feltro agugliato di poliestere da 500 - 550 grammi per
metro quadrato
Come già detto per
i filtri a cartuccia, anche per le maniche filtranti destinate
alle verniciature a polveri, può essere
consigliabile l’impiego di materiali antistatici. In tal
caso, si potrà ricorrere a due
diversi tipi: 1) feltro agugliato con
trattamento epitropico. Si ottiene
mediante un particolare trattamento chimico del feltro.
2) feltro agugliato con mischia intima di inox. Si ottiene inserendo nel feltro, in fase di
produzione, dei sottilissimi fili di acciaio inox.
Per la nostra esperienza riteniamo
più affidabile, nel tempo, la seconda
soluzione.
Le maniche filtranti possono essere montate su cestelli
oppure semplicemente fissate alla piastra
tubiera mediante fascette metalliche. In alcuni casi,
invece, sono fissate alla piastra tubiera mediante un anello di materiale gommoso
(snap-ring), molto resistente, cucito all’interno del
bordo superiore della manica. In questo caso la piastra
tubiera presenta una serie di fori (tanti quante sono le
maniche montate) all’interno dei quali lo snap-ring fa
tenuta.
IL DIAMETRO DEL FORO PIASTRA
DEVE ESSERE MISURATO CON UN CALIBRO PERCHÈ UNA PICCOLISSIMA IMPRECISIONE (+/- 1
MM) PUÒ IMPEDIRE IL MONTAGGIO DEI FILTRI
NUOVI.
I filtri a maniche vengono puliti con getti d’aria in
controlavaggio oppure a scuotimento meccanico o manuale. Anche
nei depolveratori a maniche si possono trovare UGELLI
VENTURI.
Alcuni impiantisti utilizzano filtri che, anzichè essere a forma di manica, hanno forma di
sacche o tasche. Normalmente al loro interno si trova una
struttura metallica di sostegno.
I depolveratori a manichefiltri sono molto impiegati nel
settore della lavorazione del legno e comunque ove vi siano
grandi quantità di polvere da trattenere.
Per brevità ne citiamo soltanto
alcuni:
- mulini, pastifici, riserie - cementifici, asfalti -
fonderie - inceneritori - sabbiatura e
granigliatura - lucidatura metalli
SIMBOLOGIA E
DEFINIZIONI
| Simbologia |
|
U.M. |
| Am |
Efficienza ponderale |
% |
| Em |
Efficienza media colorimetrica o
perparticelle di 0,4µm |
% |
| Ei |
Efficienza iniziale |
% |
| E |
Efficienza di filtrazione |
% |
| Dp |
Perdita di pressione |
Pa |
| qv |
Portata d'aria nominale |
m3/h, m3/s |
| vf |
Velocità frontale |
m/s |
| DHC |
Capacità di raccolta polveri |
g |
| MPPS |
Dimensioni particelle di massima
penetrazione
|
µm |
|
Sigle e
definizioni |
| ASHRAE |
American Society of Heating,
Refrigerating and Air-conditioning Engineers |
| CEN |
Comitato Europeo di Normazione |
| DIN |
Deutsches Institut für Normung |
| DOP |
Di-Octil-Phtalato |
| EN |
Norma Europea |
| EUROVENT |
Comitato Europeo dei Costruttori di
Materiale Aeraulico |
| HEPA |
High Efficiency Particulate
Airfilter |
| ISO |
International Standards
Organisation |
| MPPS |
Most Penetrating Particle Size |
| NaCl |
Cloruro di Sodio |
| OPC |
Optical Particle Counter |
| ULPA |
Ultra Low Penetration
Airfilter |
TABELLA
EFFICIENZE

Am%: Arrestanza media riferita al metodo
PONDERALE/GRAVIMETRICO "G".

Em%: Efficienza media riferita al metodo
COLORIMETRICO/OPACIMETRICO "F".

|
|
Efficienza
globale |
|
Valore minimo eff.
puntuale |
H: Filtri ad altissima efficienza Efficienza % con il
metodo MPPS: Dimensioni particelle a massima penetrazione
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